
LA PSICOMOTRICITA’.
Con i bimbi della Scuola Calcio la forma di educazione più utilizzata è la
psicomotricità.
In questo periodo evolutivo, si deve agire in perfetta simbiosi educativa tra
ciò che concerne la mente ed il corpo e per questo motivo si dovrà sempre
tenere in debita considerazione, nello sviluppo delle diverse esercitazioni, i
rapporti esistenti tra psiche ed attività motoria.
Attraverso la psicomotricità ogni allenatore/istruttore della Scuola Calcio
cercherà di avvicinare al proprio modo di lavorare l’apprendimento motorio a
quello mentale, armonizzando gli apprendimenti in una positiva relazione
tra le persone.
La psicomotricità finalizza l’esperienza sportiva (nel nostro caso calcistica) allo
sviluppo completo della persona, in rapporto attivo con il suo ambiente, e
non si presta a strumentalizzazioni che la facciano deviare dal suo ambiente
primario.
In definitiva la psicomotricità considera l’apprendimento sportivo integrato con
tutti gli altri aspetti della personalità.
LA PSICOCINETICA O PSICODINAMICA.
Nel Settore Giovanile, a partire dalla categoria Giovanissimi, come
prosecuzione naturale del lavoro psicomotorio svolto durante il periodo
della Scuola Calcio, ritengo opportuno fare ricorso alla psicocinetica o
psicodinamica, intesa in qualità di branca della psicometria, scienza che
studia i rapporti tra i fatti psichici e lo spazio con una logica matematica e
fisica più rigorosa rispetto all’era della psicomotricità.
In questo periodo evolutivo, ritengo opportuno parlare, a livello
metodologico ed educativo, per una connotazione più globale nello sviluppo
delle principali aree di allenamento calcistico, di psicodidattica o, meglio
ancora, in base all’area di riferimento, di:
1) psicotattica;
2) psicotecnica;
3) psicoatletica.
Con la psicodidattica si cercherà, in ogni situazione, di sviluppare i processi
di apprendimento ed insegnamento in rapporto alle condizioni sociali,
ambientali e psicologiche.
La tecnica di base, la tattica e la preparazione atletica, dovranno essere
sviluppate in modo sinergico con la “preparazione mentale” dell’atleta che
si compone di memoria, percezione, capacità di concentrazione, capacità di
analisi della situazione.
Quindi, una moderna metodologia di allenamento deve necessariamente
tener conto non solo degli effetti (passaggio - tiro in porta - colpo di
testa: in definitiva risposta motoria in generale), ma anche delle cause
(elaborazione mentale della risposta motoria, creazione del progetto
motorio, verifica delle esperienze precedenti).
PERCHE’ LA PSICOCINETICA.
Il calciatore è sottoposto in ogni momento della gara ad un
bombardamento di stimoli di varia natura.
Il calcio d’altra parte è una disciplina sportiva di tipo aperto, nella quale
l’azione è in funzione di quello che si verifica momento per momento.
In esso, come avviene nel basket, nella boxe, nella scherma…, l’ambiente
esterno è in continuo cambiamento e le informazioni da tenere in
considerazione, per dare una risposta adeguata, sono pressoché illimitate.
L’imprevedibilità è la caratteristica principale del calcio.
L’acquisizione delle informazioni, la capacità di leggere le situazioni, il saper
indirizzare l’attenzione su ciò che è veramente rilevante (piuttosto che su
quello che non lo è), la capacità di anticipazione (cioè la capacità del
calciatore di trovare soluzioni ai quesiti posti dalle varie situazioni prima
dell’avversario), sono delle vere e proprie qualità, in gran parte dipendenti
da patrimonio genetico individuale dell’atleta, ma che comunque devono
essere allenate e stimolate contemporaneamente ed in maniera
integrata, con tecnica, tattica e preparazione atletica.
D’altronde il calciatore deve elaborare soluzioni in continuazione, deve capire
e riconoscere le situazioni, deve saper scegliere nella propria mente la
soluzione giusta e creare la risposta adeguata.
Pertanto, un allenamento specifico nel calcio deve tenere necessariamente
conto di tutti i processi mentali che precedono la risposta motoria.
Ottimizzare il sistema sensoriale, i processi attentivi, la capacità di
memoria, sono la base per ottenere una risposta motoria adeguata ed il più
velocemente possibile.
PRINCIPI METODOLOGICI E DIDATTICI.
Nel lavoro psicocinetico l’allenamento deve essere particolarmente metodico
ed ordinato, deve darsi una programmazione precisa e porsi
obiettivi semplici.
Le esercitazioni, inizialmente, dovranno essere di facile risoluzione, per evitare
atteggiamenti di rifiuto e stimolare, di contro, un atteggiamento critico,
costruttivo da parte dei giocatori.
I tempi di lavoro non dovranno essere troppo lunghi (15’-20’ a seduta) e
dovranno prevedere adeguati recuperi (ogni 3’-4’).
I recuperi andranno utilizzati per valutare e confrontare le eventuali
difficoltà riscontrate.
Risulta sconsigliabile effettuare lavori psicocinetici in vicinanza delle
competizioni, fatti salvi quelli già abbondantemente acquisiti e consolidati
in maniera decisa.
In questo caso si lavora in funzione dei processi attentivi e della
concentrazione.
La maggior parte dell’attività psicocinetica va svolta lontano dalle
gare, specialmente in fase di preparazione pre-campionato.
Gli esercizi di psicotecnica e psicotattica, in particolare, richiedendo
elaborazioni mentali molto spesso complesse, non andranno utilizzate in
prossimità delle gare.
Gli esercizi di psicoatletica, al contrario, richiedendo elaborazioni mentali
inferiori, potranno essere utilizzati in prossimità delle gare, in particolare
quelli in grado di stimolare la rapidità e la reattività motoria attraverso la
stimolazione massima dei processi attentivi e della concentrazione.
Ripetere le esercitazioni più volte consentirà, inoltre, di memorizzare gli
stessi come via via elaborati e quindi, la possibilità connessa, di utilizzarli in
ulteriori contesti, analoghi o diversi.
Ciò permetterà di ottimizzare e velocizzare le capacità di comprensione
della situazione, di scelta mentale della soluzione, di creazione dell’atto
motorio.
ESERCITAZIONI.
1) PSICOATLETICA
Esercizi riferiti in modo particolare allo sviluppo
sinergico della rapidità e reattività motoria
Esercitazione N° 1
Quadrato psicocinetico
Far sistemare un giocatore all’interno di un quadrato di 3-4 metri di lato ai cui
vertici saranno sistemati 4 conetti di colore diverso; dopo il fischio
l’allenatore chiamerà in rapida successione, secondo una sequenza non
stabilita a priori, i colori dei conetti presenti sui vertici; il giocatore, con dei
rapidi spostamenti, dovrà portarsi sempre in prossimità dei vertici
corrispondenti ai colori “chiamati” dall’allenatore (figura 1).

Tempo totale di ogni singola ripetizione 10”-12”.
Ogni giocatore potrà eseguire dalle 6 alle 10 ripetizioni con recuperi di 45”-1’
tra le stesse.
Esercitazione N° 2
Chiudi l’angolo
Al segnale dell’allenatore i 3 giocatori disposti in riga dovranno, con uno
scatto, direzionarsi verso il cono centrale sistemato ad 8-10 metri di
distanza.
Giunti in prossimità di tale cono, l’allenatore chiamerà un numero
corrispondente ad uno dei cinesini, sistemati sui vertice del quadrato, e
verso tale cono dovrà dirigersi il giocatore centrale.
Gli altri 2 dovranno adeguare il loro comportamento a tale scelta, andando
a chiudere in velocità sui due vertici adiacenti (figura 2).

Eseguire dalle 9 alle 12 ripetizioni per ogni gruppo.
Esercitazione N° 3
Chiudi il vertice opposto
In coppia sistemati uno dietro l’altro.
Al segnale dell’allenatore i componenti della coppia, partendo
contemporaneamente, dovranno scattare verso il cono centrale,
sistemato ad 8-10 metri di distanza al centro di un quadrato, ai cui vertici
sono sistemati 4 conetti di colore diverso (figura 3).

Quando il primo componente della coppia sarà giunto in prossimità del
cono centrale, dovrà velocemente portarsi verso quello corrispondente al
colore chiamato a “voce” dall’allenatore; a quel punto il giocatore
dietro dovrà adeguare il proprio comportamento alla scelta effettuata
dal compagno, portandosi sul vertice opposto.
2) PSICOTENICA
Esercitazione N° 1
Giocatori disposti in circolo, con uno di loro sistemato al centro ed in possesso
di palla; quest’ultimo dovrà giocare il pallone ad un compagno qualsiasi per
poi direzionarsi verso un altro che dovrà sostituirlo all’interno del cerchio,
pronto a sua volta a ricevere il passaggio del compagno che avrà
ricevuto palla (figura 4).

Esercitazione N° 2
Giocatori disposti in circolo, con uno di
loro sistemato al centro ed in possesso
palla (figura 5).

Quest’ultimo dovrà giocare la palla ad uno dei compagni disposti attorno a lui,
per poi andarlo a pressare ad una distanza di circa 1- 1,50 metri.
Il giocatore che avrà ricevuto la palla dovrà, a sua volta, effettuare un
triangolo con uno dei 2 compagni sistemati di fianco a lui, andando poi a
ricevere al centro del cerchio stesso.
Esercitazione N° 3
Due gruppi di colore diverso, i cui componenti si dovranno muovere in
corsa lenta all’interno di uno spazio delimitato; 2 o 3 componenti di ciascun
gruppo saranno in possesso del pallone (figura 6).

I giocatori con palla dovranno passarela stessa ad un giocatore di colore
diverso ed andare a pressarlo, fermandosi ad una distanza di 1 – 1,50
metri di distanza.
A quel punto il giocatore che avrà ricevuto il passaggio dovrà effettuare
un triangolo con un compagno dello stesso colore e così via.
3) PSICOTATTICA
Esercitazione N° 1
Squadra schierata con un determinato modulo di gioco (nel nostro caso 4-4-
2); effettuare del possesso palla, in fase di costruzione del gioco, ad 1 o 2
tocchi, con l’obbligo di passare sempre il pallone ad un giocatore di diverso
colore (figura 7).

Al segnale dell’allenatore tutta la squadra dovrà organizzarsi per una
ripartenza offensiva e cercare di andare alla conclusione, nel più breve tempo
possibile, rispettando sempre il vincolo relativo al colore di passaggio.
Esercitazione N° 2
Come esercitazione precedente, con nuovo vincolo nella sequenza dei
passaggi: passaggio ad un giocatore dello stesso colore, poi ad uno di
diverso colore e così via.
Esercitazione N° 3
Partita 8>8 a 2 porte su un campo di 60x40 metri; le 2 squadre saranno
divise, a loro volta, in 2 gruppi di colore diverso.
Giocando a 2 tocchi, ciascuna squadra, durante la fase di possesso palla, non
potrà mai passare il pallone ad un compagno dello stesso colore (figura
8).

CONCLUSIONI.
Lo scopo principale della psicocinetica sarà quello di contribuire alla
formazione di un calciatore che sappia osservare la realtà non soltanto con gli
occhi ma anche con la mente.
Formare quindi un calciatore che riesca a capire in anticipo le situazioni e
sappia selezionare un programma motorio corrispondente alla risposta
motoria più adeguata, nelle contingenti situazioni spazio-temporali.
La mente umana possiede qualitàinimmaginabili e per questo ritengo che anche nel calcio, e nello sport in
genere, il futuro risieda proprio nello studiare metodologie di allenamento che possano stimolare sempre più e
sempre meglio, fino ai massimi livelli, lepossibilità della psiche umana..